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giovedì 4 giugno 2026

Lo spettacoliere


C’è sempre qualcuno che deve trasformare ogni gesto in uno spettacolo.
Non perché serva davvero. 
Non perché cambi qualcosa. 
Ma perché deve dimostrare che lui sì, “ha capito”.
Gli altri? Distratti. Insensibili. Superficiali. 
Lui invece no. Lui vede oltre. Lui sente di più. Lui sa.
E quindi via con azioni inutili spacciate per rivoluzioni, 
frasi vuote dette con tono solenne, 
gesti sciocchi raccontati come se fossero geniali.
Il punto non è fare qualcosa di significativo. 
Il punto è farlo sembrare tale.
E nel frattempo creare distanza: 
“noi” che abbiamo capito 
e “voi” che non siete ancora arrivati.
Se per sembrare migliori serve tutto questo teatro, 
forse il problema è proprio lì.

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