Non perché cambi qualcosa.
Ma perché deve dimostrare che lui sì, “ha capito”.
Gli altri? Distratti. Insensibili. Superficiali.
Lui invece no. Lui vede oltre. Lui sente di più. Lui sa.
E quindi via con azioni inutili spacciate per rivoluzioni,
frasi vuote dette con tono solenne,
gesti sciocchi raccontati come se fossero geniali.
Il punto non è fare qualcosa di significativo.
Il punto è farlo sembrare tale.
E nel frattempo creare distanza:
“noi” che abbiamo capito
e “voi” che non siete ancora arrivati.
Se per sembrare migliori serve tutto questo teatro, forse il problema è proprio lì.

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