Abbiamo un problema.
Succede quando il dibattito civile smette di essere un terreno di idee e diventa, invece, un esercizio continuo di insinuazioni.
C’è chi, anche oggi, preferisce raccontare una realtà fatta di ombre, retroscena e sospetti, come se dietro ogni scelta ci fosse sempre qualcosa da smascherare. È una narrazione che può sembrare efficace, soprattutto con chi è più incline a diffidare, ma che alla lunga rischia di impoverire il dibattito.
Perché alimentare tensioni è più semplice che costruire fiducia. E suggerire che esista sempre “qualcos’altro” da capire è più immediato che spiegare con chiarezza la complessità delle cose.
Il punto, forse, non è tanto cosa si dice, ma il clima che si crea. Un clima in cui il dubbio diventa regola e il sospetto prende il posto del confronto.
E allora sì, qualche domanda viene spontanea: è davvero questa la direzione che vogliamo? O non sarebbe più utile provare, ogni tanto, a parlare un linguaggio diverso — meno rumoroso, ma più responsabile?

Nessun commento:
Posta un commento