Con
un filo di voce avevo tolto il pensiero su quello che avrei potuto
essere. Scatti di giornate intere vissute come dentro la camera
oscura. Se volevo un'altra vita avrei chiesto cose diverse al mio
specchio. A dire il vero un momento di confronto c'è stato, ma è
durato evidentemente poco, molto poco. Il tempo di dirti che se
tocchi non hai alibi; se fingi è solo con lo scopo di ripudiare. Un
attimo di fuoco per intendere ciò che veramente abbiamo voluto far
intendere, ed il presente è stato finalmente: liberazione. Giudicare
ora non si può, forse, ma questo in ultima analisi, si può solo
dimenticare. Anche se la vita è un fiume quasi sempre in piena e non
c'è modo di cavalcare l'onda, ma solo respirare, ad un certo punto,
a pieni polmoni. La condizione umana in questi casi non ti giudica,
ma neanche ti assolve. Se volevi volare dovevi prendere una piega
differente. Io no! Io ho parlato con gli scheletri nell'armadio,
discusso con i mie incubi e poi sorriso con i detrattori. Il
risultato, se si può considerare tale, è il sussistere, siempre.
Trova
martedì 3 luglio 2018
giovedì 14 giugno 2018
Uno, due, tre, stella!
Sei
stata seduta troppo tempo senza muovere gli occhi. Tutto quello che
passava di lì, per te, era noia profonda. Anche quando dicevi che
non importa; anche quando dicevi che niente ti scalfisce. Se
tu avessi raccolto quel fiore, quel dato giorno, ti saresti sentita
omologata. Hai
preferito scegliere di rimanere inerme, fredda, distante anni luce
dalla consuetudine che ti circonda. A volte potrebbe sembrare
disprezzo per l'abitudine, ma è solo bieco atteggio. Hai ruggito
quando c'era da attaccare, pianto quando sprofondavi nell'anonimato.
La dura legge di chi si impone di essere ciò che non è. Questa
cattiva necessità di avere orgoglio da vendere, senza averlo
comprato. Alla fine, neanche tanto in fondo, le cose si manifestano
per quello che sono: giustezze. In pochi colpi hai voluto costituire
un decennio fatto di vorrei ma non posso. Giocando giochi che sapevi
di non poter giocare, senza neanche avere la capacità di bluffare.
Se solo ti fossi fermata una montagna prima e non lungo quella
discesa desolata. Avresti dovuto essere più coerente con te stessa e
meno presuntuosa di un talento che evidentemente era assente. Ora
s-tendi mani invece di panni sporchi, ma non è più il caso di
tramare. Si rompono assuefazioni, strappano faticose prassi, vuoi che
non si chiuda un tondo? La fine è oramai nota: e se per per alcuni
resta un un vuoto colmabile, per altri resta quel che resta.
martedì 5 giugno 2018
Parole sacrosante
Uno scatto mancato, una copertina di giornale e la dannata consapevolezza che non ero. Un miliardo di secondi intercorsi, ma forse di più. Arrivi, partenze e poi mancati arrivi. Un giorno dietro l'altro ad inventarsi cose, piuttosto che planare su di te e su questi tempi meno scuri. Ora, adesso e qui sono parole sacrosante. Ora, adesso e qui, come per magia, sono parole sacrosante che non servono più.
mercoledì 24 gennaio 2018
Neutro?
Esterno
notte. Sono in un'automobile che viaggia spedita verso l'Hotel. La
radio suona, cometisbagli, Pino Daniele: “Non
ti preoccupare perché va tutto bene, anche se a volte sono fuori di
me - dimenticando i giorni che restiamo soli, ma non si torna
indietro, mai”.
Con gli occhi puntati verso il finestrino penso che il desiderio
certe volte ti tradisce. Credo che quando si è stranieri di un'idea
conviene prima, molto prima, respirare profondamente. Sia chiaro, non
è mai una banale ritirata, è solo uno studio certificato delle
aspettative. Altro, significherebbe schiantarsi ognigiornochearriva.
Il rischio immediato è quello di ritrovarsi su di una salita
infernale tra parole di ferro e cerotti appiccicati ovunque sulla
pelle. Io preferisco, sommamente, il concetto empirico
dell'andirivieni. Non è come giocare a carte, dove bleffare è quasi
una regola. C'è un filo di ritrosia e un quintale di presacoscienza
in ogni passofatto. Tipo, ieri ero avvinghiato ad una certezza, oggi
sto fuggendo da una patologia! Poi ad un tratto, nel bel mezzo della
ragionevolezza meno opportuna, piazzo un fendente dritto al cuore.
Sì, proprio lì, dritto al cuore, una direzione verso la quale non
cammina, quasi, più nessuno...
mercoledì 14 settembre 2016
Senza Titolo
Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro. Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo. Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare. Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare. Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole di chi non mi ha mai ascoltato.
lunedì 4 luglio 2016
Y+L= V
mercoledì 8 giugno 2016
Non è
Confondimi
le idee come hai sempre fatto
sai
che non da ieri mi lascio trasportare
anche
questo è un giorno da rovescio della medaglia
se
rimane testa ascolteremo impavidi il cuore
con
ogni stato della ragione mi spingerai nell'oblio
come
ogni sputo di sapienza occuperai le mie terre.
Appagati
mai saremo, ordine sparso di malizia
rilievo
di passioni, coacervo di errori
collante
di racconti figurati tra la gente
tatto,
rumori di fondo e nostalgia
sfioriamo
il ridicolo degli affetti
solo
se pensiamo all'innocenza di quelle azioni.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore.
Parole
vittime di questa esuberanza
girano
nel vuoto dei sentimenti
quando
dirsi ti amo può valere più di volare;
attorno
si schiantano le luci del mattino
mentre
il destino criptico arriva puntuale
non
sarà salvezza, ma degnamente fine.
Vendere
profumi di stagioni passate
è come
catturare sentimenti mai provati
lasciami
credere nei difetti e nelle fotografie.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore
Inconsapevoli,
ma da un punto di vista soggettivo
potremmo
naturalizzare intere difficoltà
per poi
chiuderci a riccio e riapparire scheletri di ieri
come
voci dilatate nelle scene da tabloid
poi
sorrisi, acqua che cade dal viso
e
di nuovo radure estese
battiti
ad una porta mai chiusa
occhi,
solchi e pelle da curare.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore
Iscriviti a:
Post (Atom)





