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martedì 3 luglio 2018

Come i ghiaccioli a luglio


Con un filo di voce avevo tolto il pensiero su quello che avrei potuto essere. Scatti di giornate intere vissute come dentro la camera oscura. Se volevo un'altra vita avrei chiesto cose diverse al mio specchio. A dire il vero un momento di confronto c'è stato, ma è durato evidentemente poco, molto poco. Il tempo di dirti che se tocchi non hai alibi; se fingi è solo con lo scopo di ripudiare. Un attimo di fuoco per intendere ciò che veramente abbiamo voluto far intendere, ed il presente è stato finalmente: liberazione. Giudicare ora non si può, forse, ma questo in ultima analisi, si può solo dimenticare. Anche se la vita è un fiume quasi sempre in piena e non c'è modo di cavalcare l'onda, ma solo respirare, ad un certo punto, a pieni polmoni. La condizione umana in questi casi non ti giudica, ma neanche ti assolve. Se volevi volare dovevi prendere una piega differente. Io no! Io ho parlato con gli scheletri nell'armadio, discusso con i mie incubi e poi sorriso con i detrattori. Il risultato, se si può considerare tale, è il sussistere, siempre.

giovedì 14 giugno 2018

Uno, due, tre, stella!


Sei stata seduta troppo tempo senza muovere gli occhi. Tutto quello che passava di lì, per te, era noia profonda. Anche quando dicevi che non importa; anche quando dicevi che niente ti scalfisce. Se tu avessi raccolto quel fiore, quel dato giorno, ti saresti sentita omologata. Hai preferito scegliere di rimanere inerme, fredda, distante anni luce dalla consuetudine che ti circonda. A volte potrebbe sembrare disprezzo per l'abitudine, ma è solo bieco atteggio. Hai ruggito quando c'era da attaccare, pianto quando sprofondavi nell'anonimato. La dura legge di chi si impone di essere ciò che non è. Questa cattiva necessità di avere orgoglio da vendere, senza averlo comprato. Alla fine, neanche tanto in fondo, le cose si manifestano per quello che sono: giustezze. In pochi colpi hai voluto costituire un decennio fatto di vorrei ma non posso. Giocando giochi che sapevi di non poter giocare, senza neanche avere la capacità di bluffare. Se solo ti fossi fermata una montagna prima e non lungo quella discesa desolata. Avresti dovuto essere più coerente con te stessa e meno presuntuosa di un talento che evidentemente era assente. Ora s-tendi mani invece di panni sporchi, ma non è più il caso di tramare. Si rompono assuefazioni, strappano faticose prassi, vuoi che non si chiuda un tondo? La fine è oramai nota: e se per per alcuni resta un un vuoto colmabile, per altri resta quel che resta.



martedì 5 giugno 2018

Parole sacrosante

Uno scatto mancato, una copertina di giornale e la dannata consapevolezza che non ero. Un miliardo di secondi intercorsi, ma forse di più. Arrivi, partenze e poi mancati arrivi. Un giorno dietro l'altro ad inventarsi cose, piuttosto che planare su di te e su questi tempi meno scuri. Ora, adesso e qui sono parole sacrosante. Ora, adesso e qui, come per magia, sono parole sacrosante che non servono più.

mercoledì 24 gennaio 2018

Neutro?

Esterno notte. Sono in un'automobile che viaggia spedita verso l'Hotel. La radio suona, cometisbagli, Pino Daniele: “Non ti preoccupare perché va tutto bene, anche se a volte sono fuori di me - dimenticando i giorni che restiamo soli, ma non si torna indietro, mai”. Con gli occhi puntati verso il finestrino penso che il desiderio certe volte ti tradisce. Credo che quando si è stranieri di un'idea conviene prima, molto prima, respirare profondamente. Sia chiaro, non è mai una banale ritirata, è solo uno studio certificato delle aspettative. Altro, significherebbe schiantarsi ognigiornochearriva. Il rischio immediato è quello di ritrovarsi su di una salita infernale tra parole di ferro e cerotti appiccicati ovunque sulla pelle. Io preferisco, sommamente, il concetto empirico dell'andirivieni. Non è come giocare a carte, dove bleffare è quasi una regola. C'è un filo di ritrosia e un quintale di presacoscienza in ogni passofatto. Tipo, ieri ero avvinghiato ad una certezza, oggi sto fuggendo da una patologia! Poi ad un tratto, nel bel mezzo della ragionevolezza meno opportuna, piazzo un fendente dritto al cuore. Sì, proprio lì, dritto al cuore, una direzione verso la quale non cammina, quasi, più nessuno...

mercoledì 14 settembre 2016

Senza Titolo


Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro. Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo. Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare. Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare. Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole di chi non mi ha mai ascoltato.

lunedì 4 luglio 2016

Y+L= V

Sono con gli occhi rivolti verso il soffitto, bevendo acqua e pensando che sì, voglio portarti via, per un giorno, per una vita, oppure per un tempo tra me e te che nessuno potrà conoscere mai.

mercoledì 8 giugno 2016

Non è


Confondimi le idee come hai sempre fatto
sai che non da ieri mi lascio trasportare
anche questo è un giorno da rovescio della medaglia
se rimane testa ascolteremo impavidi il cuore
con ogni stato della ragione mi spingerai nell'oblio
come ogni sputo di sapienza occuperai le mie terre.

Appagati mai saremo, ordine sparso di malizia
rilievo di passioni, coacervo di errori
collante di racconti figurati tra la gente
tatto, rumori di fondo e nostalgia
sfioriamo il ridicolo degli affetti
solo se pensiamo all'innocenza di quelle azioni.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore.

Parole vittime di questa esuberanza
girano nel vuoto dei sentimenti
quando dirsi ti amo può valere più di volare;
attorno si schiantano le luci del mattino
mentre il destino criptico arriva puntuale
non sarà salvezza, ma degnamente fine.

Vendere profumi di stagioni passate
è come catturare sentimenti mai provati
lasciami credere nei difetti e nelle fotografie.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore

Inconsapevoli, ma da un punto di vista soggettivo
potremmo naturalizzare intere difficoltà
per poi chiuderci a riccio e riapparire scheletri di ieri
come voci dilatate nelle scene da tabloid
poi sorrisi, acqua che cade dal viso
e di nuovo radure estese
battiti ad una porta mai chiusa
occhi, solchi e pelle da curare.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore