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mercoledì 24 gennaio 2018

Neutro?

Esterno notte. Sono in un'automobile che viaggia spedita verso l'Hotel. La radio suona, cometisbagli, Pino Daniele: “Non ti preoccupare perché va tutto bene, anche se a volte sono fuori di me - dimenticando i giorni che restiamo soli, ma non si torna indietro, mai”. Con gli occhi puntati verso il finestrino penso che il desiderio certe volte ti tradisce. Credo che quando si è stranieri di un'idea conviene prima, molto prima, respirare profondamente. Sia chiaro, non è mai una banale ritirata, è solo uno studio certificato delle aspettative. Altro, significherebbe schiantarsi ognigiornochearriva. Il rischio immediato è quello di ritrovarsi su di una salita infernale tra parole di ferro e cerotti appiccicati ovunque sulla pelle. Io preferisco, sommamente, il concetto empirico dell'andirivieni. Non è come giocare a carte, dove bleffare è quasi una regola. C'è un filo di ritrosia e un quintale di presacoscienza in ogni passofatto. Tipo, ieri ero avvinghiato ad una certezza, oggi sto fuggendo da una patologia! Poi ad un tratto, nel bel mezzo della ragionevolezza meno opportuna, piazzo un fendente dritto al cuore. Sì, proprio lì, dritto al cuore, una direzione verso la quale non cammina, quasi, più nessuno...

mercoledì 14 settembre 2016

Senza Titolo


Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro. Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo. Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare. Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare. Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole di chi non mi ha mai ascoltato.

lunedì 4 luglio 2016

Y+L= V

Sono con gli occhi rivolti verso il soffitto, bevendo acqua e pensando che sì, voglio portarti via, per un giorno, per una vita, oppure per un tempo tra me e te che nessuno potrà conoscere mai.

mercoledì 8 giugno 2016

Non è


Confondimi le idee come hai sempre fatto
sai che non da ieri mi lascio trasportare
anche questo è un giorno da rovescio della medaglia
se rimane testa ascolteremo impavidi il cuore
con ogni stato della ragione mi spingerai nell'oblio
come ogni sputo di sapienza occuperai le mie terre.

Appagati mai saremo, ordine sparso di malizia
rilievo di passioni, coacervo di errori
collante di racconti figurati tra la gente
tatto, rumori di fondo e nostalgia
sfioriamo il ridicolo degli affetti
solo se pensiamo all'innocenza di quelle azioni.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore.

Parole vittime di questa esuberanza
girano nel vuoto dei sentimenti
quando dirsi ti amo può valere più di volare;
attorno si schiantano le luci del mattino
mentre il destino criptico arriva puntuale
non sarà salvezza, ma degnamente fine.

Vendere profumi di stagioni passate
è come catturare sentimenti mai provati
lasciami credere nei difetti e nelle fotografie.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore

Inconsapevoli, ma da un punto di vista soggettivo
potremmo naturalizzare intere difficoltà
per poi chiuderci a riccio e riapparire scheletri di ieri
come voci dilatate nelle scene da tabloid
poi sorrisi, acqua che cade dal viso
e di nuovo radure estese
battiti ad una porta mai chiusa
occhi, solchi e pelle da curare.

Passami il sudore di questi anni
passami il calore dei tuoi incontri
passami le labbra che hanno raccolto fervore

mercoledì 18 maggio 2016

Chi insegue chi?


Un taglio ben preciso. Negazione di parole. Sospiri unodopolaltro. Siamo rimasti senza saliva. Vuoti. Nel bel mezzo del nulla abbiamo anche smesso di chiederci che odore avessero le lenzuola dopo i nostri corpi. Costruivamo attese. Oltre la nostra pelle la schiuma bianca del mare d'inverno. In uno spazio fatto di correreebasta nessuno dei due voleva insistere. Stavamo trattenendo dentro tutto il rumore. Anche questo, oramai, era un esercizio di stile. Istinto e destinazione. Per gli altri un mantra, per noi tempesta. Una fitta qualunque avrebbe potuto farci esplodere. Esiste una regola. Esiste per forza una regola. Prima io prima tu prima io. Fermo immagine. All'infinito, come una foto davanti allo specchio. In amore è così: tu sai di te e del resto non puoi che farne congetture.

Ombre al buio

Era d'estate, ed era circa da una vita che volevo che fosse così. Un tramonto possente suonava la carica. Come non credere a Dio! Dopo due giri di sguardi il puzzle era ritmicamente concluso. Trattenendo il respiro ti ho passato una mano tra i capelli. Trovo che sia uno dei gesti più sublimi che una donna possa raccogliere da un uomo e viceversa! Pelle, labbra, sapore di sale e una tonnellata di occhi dentro gli occhi. Seppure perso stanco, in mezzo a quel bianco isolano, non ho ceduto alla corte di Morfeo. Pensavo ciclicamente che in quel preciso momento eravamo terra e poco dopo saremmo stati mare. Se c'era da stra-vivere non volevo lesinare tempo al tempo. Bagnati di sole abbiamo cancellato il passato e, con naturalezza disumana, ceduto strada alle nostre comuni volontà. Per un attimo durato parecchie ore abbiamo radunato attorno a noi verità mai dette. La semplicità con la quale tutto questo è divenuto ordine costituito quasi non si plasmava con la realtà, ma era drammaticamente vero. Il vento d'Africa avvertiva della fine, prossima, dei giochi. Oramai il segno era tratto e non eravamo più solitudini, come pure non eravamo 'per sempre'. Stretti di quello stringere forte e dirompente che solo le anime in pena sanno stringere, avremmo voluto restare dritti su quelle rocce per altre cento stagioni. La nave urlava il distacco. Un bacioliquido, una carezza ruvida di addio, e la gola piena zeppa di parole morte.

Quello che mi passa per la testa


Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro. 

Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo. 

Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare. 

Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare. 

Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole dette a chi non mi ha mai ascoltato.