Esterno
notte. Sono in un'automobile che viaggia spedita verso l'Hotel. La
radio suona, cometisbagli, Pino Daniele: “Non
ti preoccupare perché va tutto bene, anche se a volte sono fuori di
me - dimenticando i giorni che restiamo soli, ma non si torna
indietro, mai”.
Con gli occhi puntati verso il finestrino penso che il desiderio
certe volte ti tradisce. Credo che quando si è stranieri di un'idea
conviene prima, molto prima, respirare profondamente. Sia chiaro, non
è mai una banale ritirata, è solo uno studio certificato delle
aspettative. Altro, significherebbe schiantarsi ognigiornochearriva.
Il rischio immediato è quello di ritrovarsi su di una salita
infernale tra parole di ferro e cerotti appiccicati ovunque sulla
pelle. Io preferisco, sommamente, il concetto empirico
dell'andirivieni. Non è come giocare a carte, dove bleffare è quasi
una regola. C'è un filo di ritrosia e un quintale di presacoscienza
in ogni passofatto. Tipo, ieri ero avvinghiato ad una certezza, oggi
sto fuggendo da una patologia! Poi ad un tratto, nel bel mezzo della
ragionevolezza meno opportuna, piazzo un fendente dritto al cuore.
Sì, proprio lì, dritto al cuore, una direzione verso la quale non
cammina, quasi, più nessuno...
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mercoledì 24 gennaio 2018
mercoledì 14 settembre 2016
Senza Titolo
Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro. Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo. Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare. Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare. Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole di chi non mi ha mai ascoltato.
lunedì 4 luglio 2016
Y+L= V
mercoledì 8 giugno 2016
Non è
Confondimi
le idee come hai sempre fatto
sai
che non da ieri mi lascio trasportare
anche
questo è un giorno da rovescio della medaglia
se
rimane testa ascolteremo impavidi il cuore
con
ogni stato della ragione mi spingerai nell'oblio
come
ogni sputo di sapienza occuperai le mie terre.
Appagati
mai saremo, ordine sparso di malizia
rilievo
di passioni, coacervo di errori
collante
di racconti figurati tra la gente
tatto,
rumori di fondo e nostalgia
sfioriamo
il ridicolo degli affetti
solo
se pensiamo all'innocenza di quelle azioni.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore.
Parole
vittime di questa esuberanza
girano
nel vuoto dei sentimenti
quando
dirsi ti amo può valere più di volare;
attorno
si schiantano le luci del mattino
mentre
il destino criptico arriva puntuale
non
sarà salvezza, ma degnamente fine.
Vendere
profumi di stagioni passate
è come
catturare sentimenti mai provati
lasciami
credere nei difetti e nelle fotografie.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore
Inconsapevoli,
ma da un punto di vista soggettivo
potremmo
naturalizzare intere difficoltà
per poi
chiuderci a riccio e riapparire scheletri di ieri
come
voci dilatate nelle scene da tabloid
poi
sorrisi, acqua che cade dal viso
e
di nuovo radure estese
battiti
ad una porta mai chiusa
occhi,
solchi e pelle da curare.
Passami
il sudore di questi anni
passami
il calore dei tuoi incontri
passami
le labbra che hanno raccolto fervore
mercoledì 18 maggio 2016
Chi insegue chi?
Un taglio ben preciso. Negazione di parole. Sospiri unodopolaltro. Siamo rimasti senza saliva. Vuoti. Nel bel mezzo del nulla abbiamo anche smesso di chiederci che odore avessero le lenzuola dopo i nostri corpi. Costruivamo attese. Oltre la nostra pelle la schiuma bianca del mare d'inverno. In uno spazio fatto di correreebasta nessuno dei due voleva insistere. Stavamo trattenendo dentro tutto il rumore. Anche questo, oramai, era un esercizio di stile. Istinto e destinazione. Per gli altri un mantra, per noi tempesta. Una fitta qualunque avrebbe potuto farci esplodere. Esiste una regola. Esiste per forza una regola. Prima io prima tu prima io. Fermo immagine. All'infinito, come una foto davanti allo specchio. In amore è così: tu sai di te e del resto non puoi che farne congetture.
Ombre al buio
Era d'estate, ed era circa da una vita che volevo che fosse così. Un tramonto possente suonava la carica. Come non credere a Dio! Dopo due giri di sguardi il puzzle era ritmicamente concluso. Trattenendo il respiro ti ho passato una mano tra i capelli. Trovo che sia uno dei gesti più sublimi che una donna possa raccogliere da un uomo e viceversa! Pelle, labbra, sapore di sale e una tonnellata di occhi dentro gli occhi. Seppure perso stanco, in mezzo a quel bianco isolano, non ho ceduto alla corte di Morfeo. Pensavo ciclicamente che in quel preciso momento eravamo terra e poco dopo saremmo stati mare. Se c'era da stra-vivere non volevo lesinare tempo al tempo. Bagnati di sole abbiamo cancellato il passato e, con naturalezza disumana, ceduto strada alle nostre comuni volontà. Per un attimo durato parecchie ore abbiamo radunato attorno a noi verità mai dette. La semplicità con la quale tutto questo è divenuto ordine costituito quasi non si plasmava con la realtà, ma era drammaticamente vero. Il vento d'Africa avvertiva della fine, prossima, dei giochi. Oramai il segno era tratto e non eravamo più solitudini, come pure non eravamo 'per sempre'. Stretti di quello stringere forte e dirompente che solo le anime in pena sanno stringere, avremmo voluto restare dritti su quelle rocce per altre cento stagioni. La nave urlava il distacco. Un bacioliquido, una carezza ruvida di addio, e la gola piena zeppa di parole morte.
Quello che mi passa per la testa
Mentre scorre la linea di mezzeria provo ad accennare con parsimonia un brivido barricato dentro.
Avrei voluto ridere di gusto in questi anni di andirivieni, invece le crepe disseminate in ognidove hanno fatto solo curriculum da buttare in pasto al perbenismo.
Avrei voluto ridere di gusto cercando i colori da intonare.
Alla luce dei giorni più veloci mi sono accorto di non aver mai inquadrato il soggetto e con sana incoscienza le foto sono venute tutte da buttare.
Mi ricorderò di poche cose: slanci di persuasione, gioie conto terzi, raffiche di entusiasmo comprate al discount e le parole dette a chi non mi ha mai ascoltato.
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